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Opera di Roma, Fuortes: soluzione alternativa ai licenziamenti

Roma 12 nov 2014 - Proviamo a fare il punto sulla complessa situazione in cui versa il Teatro dell'Opera di Roma.

Il 2 ottobre il sovrintendente Fuortes e il sindaco di Roma Marino annunciano al mondo, dopo la conclusione del cda, i licenziamenti collettivi di orchestra e coro, "esternalizzazione", un metodo innovativo, moderno, l'unica soluzione per uscire dal buco milionario della Fondazione lirica, "un modello già sperimentato in altre capitali europee" che garantirebbe un livello artistico superiore, spiega ai giornalisti Marino (quali capitali non si è a tutt'oggi capito, forse Madrid? Non risulta a nessuno che Parigi, Berlino o Londra abbiano teatri d'opera con orchestre esterne).

Il caso diventa immediatamente politico, Alemanno (ex sindaco di Roma) con una lettera aperta ad alcune testate giornalistiche spiega il complotto di Marino per accorpare Santa Cecilia all'Opera di Roma, i sindacati iniziano a chiedere tavoli di concertazione dove scongiurare i licenziamenti ma Fuortes non si presenta nemmeno all'incontro del 21 ottobre con i sindacati, linea dura e irremovibile. A gennaio si "esternalizza".

Il mondo della lirica e della musica classica, nel frattempo, inizia una serie innumerevole di manifestazioni di soliderietà a favore dei colleghi di orchestra e coro della capitale, una su tutte il comunicato di solidarietà dei Berliner Philarmoniker dove si legge dei loro contratti a tempo indeterminato con la Fondazione Berliner Philarmoniker a garanzia di una qualità continuativa nel tempo (altro che modello europeo per garantire qualità).
Al Costanzi intanto si cambia la prima della nuova stagione, via l'Aida già in cartellone con Muti dentro Rusalka, direttore Eivind Gullberg Jensen, il botteghino risponde bene, per ora, ma la paura che un teatro senza orchestra stabile diventi di serie B è nell'aria e gli abbonati potrebbero "annusarla", soprattutto dopo la reazione di solidarietà che si è scatenata nel panorama musicale europeo (di cui sopra).

Oggi Fuortes, ad un mese e dieci giorni dall'annuncio shock, fa un passo indietro e spiega come si stia lavorando ad una soluzione alternativa a quella dei licenziamenti e parla di una sintonia ritrovata con i sindacati che stanno dimostrando responsabilità. 
Il solito pasticcio all'italiana?

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