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Maggio Musicale nel caos, Chiarot e Luisi lasciano i rispettivi incarichi

Firenze, 18 luglio 2019 - Maggio Musicale Fiorentino nel caos: sono giorni "movimentati" a Firenze, sponda Maggio Musicale, proviamo a fare un breve riassunto della situazione, basandoci esclusivamente sui fatti (impresa non facile visto che le dinamiche politiche su questa vicenda pare sia l'oggetto di tutti i disaccordi).
Ad oggi, 18 luglio, risulta dimissionario il direttore musicale principale Fabio Luisi, mentre il sovrintendente Cristiano Chiarot saluterà Firenze il 28 luglio, giorno in cui scadrà il suo incarico, anche se fino a poco fa il suo rinnovo veniva dato per scontato. Eventi seguiti alla decisione del sindaco Dario Nardella, presidente della Fondazione, di delegare alla Presidenza Salvatore Nastasi, nome non gradito dall'attuale direttivo del Maggio e ritenuto incompatibile con il progetto artistico avviato da Chiarot e Luisi.

Il M° Fabio Luisi con una lettera pubblica, con la quale si dimette, attacca la scelta del sindaco "Le incomprensibili scelte strategiche degli ultimi giorni mi hanno convinto che manca a Firenze la volontà di continuare quel programma iniziato, condiviso sin dall’inizio con il sovrintendente Chiarot [...] mentre c’è quella di imprimere una svolta di natura politica alla gestione del Maggio, una svolta che necessariamente si rifletterà (e dei cui prodromi mi sono accorto da tempo) sulla programmazione artistica. [...]" .

Immediata la risposta di Nardella che definisce "gravissima" la sua "allusione a possibili ingerenze politiche che influirebbero negativamente sulla qualità artistica del teatro" e risponde "Come ben sai l'ipotesi del tuo avvicendamento è emersa molto prima delle decisioni prese negli ultimi giorni", "il 10 luglio fu il sovrintendente Chiarot stesso a informarmi della tua imminente decisione di lasciare il teatro" ( fonte La Repubblica.it ).

Il braccio di ferro tra le parti continua, ora i sindacati chiedono di essere coinvolti per garantire la tutela dei lavoratori, la fondazione rimane con un debito di 57 milioni di euro e con un direttivo da rifondare, vedremo nei prossimi giorni cosa succederà.

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