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L'UE toglie i fondi all'EUYO, quando la politica ferma la musica

In questi giorni una triste notizia ha riempito le cronache culturali europee: l' EUYO (European Union Youth Orchestra) cesserà l'attività il 1 settembre 2016. In realtà il problema risale al 2014 quando l'Unione Europea ha modificato il piano di finanziamento culturale e ha smesso di finanziare l'attività dell'EUYO poichè non rientrava nel nuovo programma culturale Creative Europe, tuttavia a seguito di numerose trattative e manifestazioni l'orchestra ricevette per la stagione 2014/15 un finanziamento che comunque non garantiva la sostenibilità del progetto culturale per il futuro.
Ad aprile di quest'anno la temuta notizia è arrivata: l'UE da quest'anno non finanzierà in alcun modo l'attività dell'EUYO mettendo a rischio il tour estivo già programmato, adesso salvo solo grazie ad un partner che ne ha garantito lo svolgimento.
La drammaticità di questa notizia non è ovviamente solo di natura occupazionale ma lo è soprattutto di natura culturale, è un segnale chiaro sulle priorità delle politiche europee, la sensazione deprimente, che finora sembrava solo italiana, è che la cultura sia sempre in fondo alla lista.
L'EUYO ha lanciato la campagna #SaveEUYO che sosteniamo senza mai dimenticare la significativa frase che Martin Schulz, Presidente del Parlamento Euopeo e di conseguenza Presidente Onorario dell'EUYO disse dopo aver ascoltato questi musicisti: "Mi ha commosso non solo la bellezza della musica che hanno prodotto, ma anche ciò che rappresentano: l'EUYO incarna perfettamente il potere di essere uniti nella diversità"

Le informazioni su come sostenere la campagna #SaveEUYO sono disponoibili all'indirizzo web:
http://www.euyo.eu/discover/news/saveeuyo-how-to-help/
 

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