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Arena di Verona, ente lirico in liquidazione, Tosi shock: tutti a casa!

Verona, 8 aprile 2016 - Al termine della riunione del Consiglio d'indirizzo della Fondazione Arena di Verona la decisione è la peggiore che ci si poteva aspettare: lunedì partirà la richiesta al ministero dei Beni culturali per la messa in liquidazione della fondazione.

Ma facciamo un passo indietro per capire cosa è successo, l'ente lirico è in difficoltà economica ormai da divere gestioni, circa 25 milioni di euro (fonte Corriere del Veneto), la luce in fondo al tunnel era la legge Bray, legge che permette di accedere ai fondi straordinari stanziati per le fondazioni liriche in difficoltà a condizione di continuare ad operare con un piano di rientro finanziario con sostanziali tagli sul costo del lavoro, e nel caso specifico la trattativa intavolata dal direttore operativo della Fondazione Francesca Tartarotti e le sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil prevedeva il taglio di diversi milioni di euro, circa 4, tagli che si sarebbero riversati principalmente sui 289 lavoratori della fondazione.

L'accordo è saltato dopo un referendum voluto dai lavoratori: professori d'orchestra, ballerini, tecnici e personale amministrativo, che per due voti (132 contro 130) ha bocciato l'accettazione del protocollo d'intesa.

Durissime le parole del sindaco di Verona e presidente della fondazione Flavio Tosi: "la decisione sciagurata dei lavoratori comporterà, di conseguenza, l'azzeramento di tutti i posti di lavoro".
La stagione lirica quest'estate ci sarà, assicura il sindaco Tosi, e annuncia che chiederà al ministero la possibilità di organizzarla con un soggetto privato, se così fosse il rischio, che dal tono e dalle parole del sindaco si tramuta quasi in certezza, sarebbe l'imposizione di una nuova orchestra, un nuovo corpo di ballo e un nuovo personale tecnico.

Ora è tutto rimesso nelle mani del Ministro Dario Franceschini che dovrà decidere se commissariare l'ente. Intanto i biglietti sono ancora in vendita sul sito web della fondazione.

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