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Orchestra "Tito Schipa" di Lecce, nessun accordo raggiunto, si va verso i licenziamenti

Lecce, 3 luglio 2015 - Nessun accordo raggiunto tra la rappresentanza dei professori d'orchestra della Tito Schipa e il presidente della Provincia Antonio Maria Gabellone sul futuro dell'orchestra leccese. Sul tavolo della trattativa c'era la possibilità di slittare i licenziamenti da fine giugno a fine dicembre, un modo per temporeggiare nella speranza di far entrare un altro soggetto all'interno della Fondazione che affiancasse la Provincia che, come a dichiarato senza mezzi termini il Presidente " è del tutto impossibilitata a sostenerla finanziariamente".

L'accordo è saltato, nonostante il tentativo di mediazione da parte dei sindacati, poichè parte dell'accordo prevedeva che i lavoratori rinunciassero al diritto di impugnare il licenziamento stesso, la formula controproposta dall'orchestra, riportata sulle pagine del Corrirere Salentino nelle parole di Francesco Porpora, rappresentante degli orchestrali: "Avevamo proposto di rinunciare a indennità e parte degli stipendi in cambio della garanzia di lasciare tutto l’organico nella posizione contrattuale vigente e di far riprendere l’attività a tutti i musicisti assunti a tempo indeterminato, una riduzione momentanea dell’organico in attesa di integrare tutti gli altri nel momento in cui fossero arrivati i nuovi fondi”.

Questa la risposta in un comunicato ufficiale della Provincia di Lecce:
“Profondo rammarico viene espresso dal Presidente Antonio Gabellone e dal Consiglio di Amministrazione della Fondazione ICO “Tito Schipa” per l’esito negativo delle trattative sin qui intercorse con i professori d’orchestra. A nulla sono valsi gli sforzi compiuti recentemente dal Presidente e dalla CGIL, CISL e UIL, “perché si potesse aprire una prospettiva non solo di prosecuzione delle attività lavorative concertistiche sino al 31 dicembre di quest’anno, ma anche di una possibile trasformazione della fondazione. Una prospettiva che si sarebbe potuta creare soltanto con la condivisione del percorso da parte dei professori d’orchestra. La mancata adesione alle proposte formulate da parte del personale orchestrale prefigura, purtroppo, un futuro ancora più incerto per la fondazione, tenuto conto che la Provincia è del tutto impossibilitata a sostenerla finanziariamente. Dispiace peraltro dover constatare la persistenza di vecchi rancori tra i professori: a fronte del chiaro intendimento del C.d.A. di salvare tutti i lavoratori, sia quelli a tempo indeterminato che quelli a tempo determinato, emerge in queste ore la volontà contraria degli orchestrali a tempo indeterminato che, come si evince da una richiesta presentata in data odierna, credono ancora di poter portare avanti da soli l’attività concertistica senza i colleghi”.

 

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